La storia del Museo

La storia del Museo e raccolta di cultura materiale

E’ una delle più importanti raccolte di oggetti di cultura materiale del centro Italia, creata con una lunga e costante opera da Don Luigi Pellegrini, parroco di San Pellegrino dal 1948 al 1990 e dal 1964 anche del vicino paese di Chiozza , allo scopo di testimoniare aspetti ormai quasi completamente scomparsi della civiltà rurale della Valle del Serchio e dell'Appennino tosco-emiliano. Il Museo è nato per la volontà, la tenacia, la sensibilità di Don Luigi Pellegrini che, con tanta modestia e coraggio e con il solo aiuto di alcuni giovani dei paesi di Chiozza e di San Pellegrino, iniziò, sul volgere degli anni '60, la raccolta.
Di questa andarono a far parte quegli oggetti «inutili e fuori tempo» che il rapido evolversi dei processi produttivi - agricoli ed artigianali - e delle attività domestiche aveva relegato nelle soffitte e nei magazzini.

Don Luigi Pellegrini era cosciente del fatto che la nostra epoca era testimone, troppo spesso indifferente, del tramonto di una civiltà, di un modo di vivere che, quasi senza soluzione di continuità, dalla preistoria giungeva fino a noi e che pochi anni di trasformazioni economiche e sociali stavano radicalmente cambiando. Da qui l'ansia, l'urgenza di non voler perdere le testimonianze del mondo di quelle classi subalterne, la cui vita, il lavoro, le ansie religiose, la festa, la morte, non erano ritenute degne, fino a pochi anni or sono, di essere raccontate e tramandate.

 

La donazione della raccolta museale alla Provincia di Lucca

Il fondatore sistemò la raccolta nelle stanze del millenario hospitale di San Pellegrino e, nel 1986, la donò all'Amministrazione Provinciale di Lucca, la quale, nel 2006, curò l'attuale allestimento museale, confermando l'impostazione data dal fondatore stesso. Di seguito la Provincia ha provveduto alla manutenzione ed all'adeguamento del contenitore alla sua funzione ed alla valorizzazione culturale e turistica del Museo e del piccolo centro montano di S.Pellegrino in Alpe.

L’area di provenienza degli oggetti comprende in particolare i versanti appenninici garfagnino e modenese-reggiano: ciò rende possibile effettuare interessanti confronti tra processi lavorativi e consuetudini di vita delle due aree che, sebbene confinanti e storicamente accomunate da oltre 400 anni di dominazione estense, hanno mantenuto caratteri sociali, economici e linguistici ben distinti. Il materiale esposto copre un arco di tempo che va dall'inizio del XIX secolo ad oggi; non dobbiamo però dimenticare che molti di questi utensili sono stati di uso comune per secoli. Tali testimonianze di vita e di lavoro del passato, opportunamente restaurate, sono oggi dislocate su di un percorso espositivo articolato in 14 sale tematiche dedicate al lavoro contadino e pastorale, alle attività domestiche ed artigiane e agli ambienti della casa rurale.