L'Hospitale

Una storia lunga mille anni

Il più antico documento che ci sia rimasto circa San Pellegrino risale al 6 agosto 1110, data in cui il notaio Ugizio di Castiglione di Garfagnana rogava un atto col quale donava alla chiesa di San Pellegrino, ed alla casa adibita ad uso di ospizio che le era annessa, alcuni dei suoi beni.

Perché fu costruito un ospizio in un luogo posto a 1525 metri di altezza in prossimità di un valico dell' Appennino? In tempi antichissimi riferibili al periodo longobardo, una strada già collegava la valle del Serchio all'Emilia utilizzando il passo di S.Pellegrino. Successivamente prese la denominazione di via Bibulca e, nel corso del secolo XI°, accrebbe la sua importanza anche a seguito della fondazione, sul versante emiliano, dell'Abbazia di Frassinoro (1071) da parte di Beatrice, madre della Contessa Matilde di Canossa. Sotto il governo matildico anche altre via transappenniniche vennero migliorate e attrezzate con l'edificazione di chiese e luoghi di ospitalità (Ospedaletto di Sillano e Ospitaletto in Emilia, S.Bartolomeo del Saltello, Ospedaletto in Val Fegana e S.Geminiano nei pressi del passo di S.Pellegrino).

Quella che valicava la montagna al passo di S.Pellegrino era la più frequentata dai viandanti del tempo che non erano mossi soltanto da interessi commerciali, pur rilevanti, ma anche da un caratteristico fenomeno di fede del Medioevo, il pellegrinaggio.

 

L'antico ospizio che accoglieva i pellegrini

Pellegrini e viandanti, per la lunghezza dei viaggi, effettuati quasi sempre a piedi, e per mille intuibili ragioni, si trovavano spesso in difficoltà ed erano quindi bisognosi di aiuto. Da ciò il fiorire di ospizi che provvedevano alla loro assistenza. Agli inizi del XII secolo si stabilì a San Pellegrino una comunità di uomini e donne che forniva assistenza ai viandanti. I membri della comunità tra loro si chiamavano “fratelli” e portavano un abito con su ricamato un segno formato dagli oggetti propri del pellegrino: il "bordone", un lungo bastone a forma di "T", e la "scarsella", la borsa da viaggio. Per provvedere all’ospitalità la comunità si sosteneva con il lavoro, col mantenimento di greggi e con le questue che venivano effettuate in gran parte della Toscana e della pianura padana. Per le attività della comunità, prima del 1110, furono costruiti una chiesa, assai più piccola dell'attuale, ed un hospitale, serviti da un voltone dotato di porte alle estremità, che copriva un breve tratto di strada consentendo l'ingresso ai due edifici al riparo dal ghiaccio e dalla neve. Si tratta a ben vedere di una soluzione architettonica avanzatissima per il tempo, che consentì l'accesso all'hospitale ed al Santuario nelle condizioni migliori possibili anche in relazione ad un periodo caratterizzato da temperature più rigide di quelle attuali.